La guida di localizzazione di Mozilla Italia al Mozilla Global Sprint

Daniele Scasciafratte, Mozilla Rep e Tech Speaker, intervista Sara Todaro, volontaria del team di localizzazione di Mozilla Italia, sul progetto Mozilla Italia l10n Guide, una guida di localizzazione scritta a più mani e pensata per le comunità open source.
Il progetto fa parte del programma internazionale di Mozilla Open Leadership Training e verrà presentato al Mozilla Global Sprint dei giorni 1 e 2 giugno 2017.
Cogliamo l’occasione per invitare tutti gli utenti che vogliono contribuire a un progetto
open source a partecipare al Global Sprint, online oppure di persona nei due centri italiani dell’Università di Catania e dell’Università Bicocca di Milano.
Quest’anno sono presenti altri due progetti italiani allo Sprint: Open Student Book e WikiToLearn.

Perché serve una guida alla localizzazione?

La localizzazione, specialmente nell’era della Globalizzazione, tocca molti aspetti fondamentali delle nostre vite, dalla politica internazionale fino agli oggetti di uso quotidiano.
Una buona localizzazione deve avere degli standard qualitativi: riflettere fedelmente i contenuti della lingua originale, ma anche essere scritta in un linguaggio corretto e comprensibile, privo di ambiguità, e adeguarsi di volta in volta al contesto culturale a cui è destinata. Deve essere inoltre accurata e coerente nell’uso della terminologia, ovvero un termine ricorrente va tradotto sempre nello stesso modo per rendere il suo riconoscimento univoco.

Yoda Meme

Che cosa significa “coerenza terminologica”?

Significa la differenza tra una tecnologia “amica”, che funziona (e utenti soddisfatti), e il caos tecnologico (con utenti furibondi).

Prendiamo per esempio le istruzioni per impostare un account email. Nelle istruzioni leggi “Premi il pulsante Accedi”, mentre nell’interfaccia il pulsante è chiamato “Entra” (entrambe validissime traduzioni di “Log in”).

“Che pignoleria! Sono sinonimi e si capisce lo stesso.” direbbero in molti.

Ora pensa se per ogni singolo termine della guida dovessi ripetere lo stesso procedimento e cercare di stabilire a quale voce dell’interfaccia si stanno riferendo le istruzioni.

Pensa se invece di un account email stessi cercando di configurare i parametri di un software indispensabile per l’azienda, mentre l’intera produzione rimane bloccata con conseguenti perdite economiche.

Ora un utente può iniziare ad apprezzare il valore di un po’ di sana pignoleria.

Perché la lingua italiana ha bisogno di regole per la traduzione?

Permettimi di rispondere con un esempio di conversazione:

– “Guarda che la call è stata shiftata al lunch break. Ti ho mandato la request su Google Calendar, mi cecchi l’availability, please?”
– “Eh, no! Non maccia con la mia time schedule: a quell’ora ho il business lunch con gli investor. Facciamo un po’ una cosa, mi briffi tu durante il coffee break, che per il resto del pomeriggio ho tutto full…”

Non siamo l’Accademia della Crusca ma…

Ci piacerebbe diventare qualcosa di simile per quanto riguarda la terminologia del Web.

Il linguaggio influenza il nostro modo di pensare e di esprimerci. La lingua italiana sul Web è intrisa di prestiti o calchi inglesi, sia relativi alla tecnologia sia a fenomeni della cultura di Rete. Questi si evolvono tanto rapidamente da non lasciare alle persone il tempo di comprenderli appieno.

Questa condizione spesso favorisce atteggiamenti snobistici, come ostentare vocaboli inglesi (di cui a volte non si conosce significato o pronuncia) con la percezione di apparire più professionali e aggiornati.

L’obiettivo di Mozilla Italia è invece instaurare tra l’utente e le nuove tecnologie un legame di familiarità e consapevolezza, che permetta di rimanere sempre aggiornati sull’evoluzione tecnologica senza impoverire il proprio linguaggio.

Uno dei punti forti di Mozilla infatti è sempre stato la localizzazione in un elevato numero di lingue, in modo da limitare le difficoltà di utilizzo da parte degli utenti e farli sentire “a casa” quando utilizzano i nostri prodotti, non importa in che Paese si trovino.

Un altro obiettivo è favorire lo sviluppo di una forte comunità di sviluppatori italiana. Tramite la traduzione vogliamo aiutare gli sviluppatori che hanno un rapporto problematico con l’inglese e, contemporaneamente, alzare il livello qualitativo delle traduzioni tecniche grazie alla diffusione di buone pratiche di traduzione, di una maggiore attenzione alla forma e consapevolezza dell’utilità di una terminologia italiana. Per questo durante la stesura della guida ci avvaliamo anche della supervisione di un gruppo di sviluppatori italiani.

Qualche esempio di errore dovuto allo scontro italiano ed inglese?

Quando si parla di tecnologia, in particolare di nuove tecnologie, sbagliare è (pur)troppo facile. Mi viene in mente una discussione che abbiamo avuto riguardo alla traduzione di un articolo su MDN.
Riguardava la traduzione di responsive design, in parole povere come far sì che un sito web si adatti allo schermo di dispositivi diversi.

In principio avevamo scelto “design reattivo” e “design adattivo” (adaptive design) come sinonimi interscambiabili. In realtà, anche se l’utente finale potrebbe non notare neanche la differenza, dal lato dello sviluppatore queste due tecnologie richiedono competenze di sviluppo, possibilità di personalizzazione e tempistiche di produzione radicalmente diverse.

Morale: mai dare niente per scontato, fare sempre ricerche approfondite e, nel dubbio, piuttosto di offrire una traduzione fuorviante meglio affiancare un riferimento al termine originale in inglese.

Che cos’è il programma Open Leadership di Mozilla?

Open Leadership Training (OLT), ormai alla sua terza edizione, è un laboratorio internazionale online per apprendere a gestire un progetto collaborativo utilizzando strumenti “open”.

Ogni partecipante porta un suo progetto e lo sviluppa nell’arco di tre mesi, applicandovi strumenti e strategie appresi durante gli incontri settimanali. Il programma culmina a giugno nell’evento del Mozilla Global Sprint, in cui tutti i partecipanti presenteranno il proprio progetto sul Web e incontreranno nuovi volontari interessati a collaborare.

Perché questo progetto è stato presentato a Open Leadership?

Avevamo già in mente di riorganizzare la documentazione per i localizzatori e rivedere il nostro metodo di lavoro, ma è stato Edoardo, Reps Regional Coach nonché uno dei membri senior del programma, a intravedere le potenzialità della guida di entrare nell’OLT.

Perché Mozilla Italia partecipa al programma?

Avvertivamo l’esigenza di imbarcarci in un nuovo progetto insieme. Ci serviva l’occasione per mobilitare la comunità, stringere legami più stretti con gli altri volontari Mozilla in Italia, per esempio quelli dei Mozilla Club, e reclutare nuovi membri che portino avanti il nostro lavoro con impegno ed entusiasmo.

La guida sarà anche per altre lingue?

Sì e no. Alcune parti della guida fanno riferimento in modo specifico alla lingua italiana (le regole di punteggiatura, gli errori grammaticali più comuni in italiano, i “falsi amici”, alcune risorse online come dizionari ecc.) mentre altre parti sono universalmente valide.

Tra queste abbiamo sicuramente una panoramica degli strumenti di traduzione open source disponibili, ma anche il flusso di lavoro traduzione-revisione-correzione, oltre alle buone pratiche di traduzione (coerenza terminologica, univocità ecc.) Per questo, parallelamente alla versione italiana, abbiamo iniziato una stesura della guida in lingua inglese a cui possono partecipare anche i volontari di altre nazioni.

La guida sarà utile a progetti open di altra natura?

È una domanda molto interessante. Ecco due esempi in cui la guida potrebbe essere utile:

  1. La localizzazione è ormai un fattore decisivo nel successo di software, siti e altri progetti web. Per questo gli sviluppatori del mondo open source che vogliono realizzare progetti multilingua possono trarre giovamento dal conoscere i meccanismi della localizzazione, in modo da predisporre fin da subito il loro progetto per una traduzione ottimale (senza penosi aggiustamenti dell’ultimo minuto), ma anche venire a conoscenza degli strumenti aperti e gratuiti che hanno a disposizione per rendere il loro progetto internazionale.
  2. Il flusso di lavoro presentato nella guida, che abbiamo affinato negli anni per coordinarci ottimizzando la qualità del risultato e le tempistiche, è stato pensato per la traduzione. Tuttavia, con gli opportuni adattamenti, è un metodo di lavoro in grado di portare beneficio a molti tipi di progetto collaborativo.

Come contribuire in modo veloce: qualche link di esempio

  • La nostra base operativa è su GitHub.
  • Un buon modo per iniziare, strano ma vero, è presentarsi nello issue #20.
  • Gli aspiranti traduttori possono anche rispondere a una breve indagine nello issue #7.
  • Per orientarsi suggeriamo di dare un’occhiata alla pagina del progetto.

In particolare ci sono due colonne da tenere d’occhio:

  • Read & Review consiste nel leggere la prima bozza della guida e inserire domande, commenti, suggerimenti;
  • Translate è la più interessante: contiene dei mini-progetti di traduzione (siti web, pagine wiki e altro) in attesa di un traduttore. Chi lo desidera può scegliere un progetto da localizzare per mettere in pratica le regole della guida.

Non è obbligatorio leggere l’intera guida o cimentarsi nella traduzione per dare una mano! Per esempio ci servono anche pareri esterni dagli sviluppatori, che possono leggere e commentare questi singoli capitoli:

Non aver paura di GitHub, puoi scriverci in privato per aiuto!

Quando Edoardo mi disse che per partecipare avremmo dovuto utilizzare GitHub, ho subito pensato al lato negativo: molti potenziali collaboratori si sarebbero tirati indietro, intimiditi da questa piattaforma aliena e apparentemente complicata. (Per questo, abbiamo aperto una sezione apposita del Forum dove è possibile seguire il progetto parallelamente a GitHub).

Io stessa non sapevo quasi nulla di GitHub prima di iniziare a lavorare a questa guida, eppure adesso, grazie ai consigli dei miei compagni di team Sandro ed Elio e a qualche commit riparatore (il bello di GitHub è questo: ogni pasticcio è reversibile!), mi ci sento a casa. E vorrei far sentire “a casa” tutti. Per noi è essenziale far avvicinare i collaboratori a GitHub con spirito di serena curiosità, mai con soggezione e timore di sbagliare.

Perché usate GitHub e non altri strumenti?

Abbiamo collocato la nostra base operativa su GitHub in quanto era uno dei requisiti fondamentali dell’OLT. È una piattaforma aperta, flessibile e ampiamente diffusa, inoltre ha molte funzioni e integrazioni interessanti per gestire progetti collaborativi e non è così complicato come appare all’inizio.

Sono contenta di avere imparato ad usarlo, ciò nonostante non mi sento di suggerirlo a chiunque. Esistono molte alternative open per gestire un progetto, ciascuno dovrebbe scegliere la più idonea ai suoi obbiettivi e soprattutto alle esigenze dei suoi collaboratori.

Come pensi sarà questa guida fra un anno? Verrà utilizzata anche in progetti esterni al mondo Mozilla?

Vedremo, vedremo! Ho buone speranze per la diffusione di questa guida, non solo per via del nome Mozilla, ma anche grazie ai contatti che durante questo programma abbiamo allacciato con membri entusiasti e propositivi che si muovono nel panorama dell’open source.

Ad ogni modo, il nostro obbiettivo non è far adottare ad altri la nostra guida, bensì diffondere le buone pratiche di localizzazione in tutto il Web. Quindi se altre comunità utilizzeranno la guida come base per crearne una propria, o semplicemente prenderanno spunto da essa, per noi sarà già un trionfo.