Comunità Mozilla Italia

Siamo un gruppo di volontari che si dedica alla traduzione italiana, al supporto e alla promozione dei prodotti della Mozilla Foundation e derivati.

In questo sito è raccolto il nostro lavoro: software, traduzioni, articoli e guide.

Vi raccomandiamo di consultare i nostri forum, per chiedere informazioni o segnalare problemi su tutto ciò che pubblichiamo e, ovviamente, anche per offrire aiuto.

Common Voice ora parla Italiano, ti va di donare la tua voce?

Cos’è Common Voice

Common Voice (https://voice.mozilla.org) è un progetto di crowdfunding di Mozilla. Non quello classico pensato per raccogliere soldi, bensì dati testuali e vocali basati su lingue specifiche, nato dal progetto Open Source di riconoscimento vocale DeepSpeech (https://github.com/mozilla/DeepSpeech) che funziona grazie alla tecnologia di Machine Learning, imparando a riconoscere le lingue tramite parole e pronunce.

Il sito di Common Voice era già stato localizzato in italiano dalla nostra comunità qualche mese fa, ma mancava il supporto alla lingua della nostra nazione, ora finalmente disponibile. Per poter quindi permettere a Common Voice di progredire, c’è bisogno di quel nutrimento composto dalla partecipazione di volontari che leggono del testo (o che revisionano le registrazioni già eseguite) in una specifica lingua. Con centinaia di letture della stessa frase, il software si occuperà di individuare le somiglianze, è qui che interviene il Machine Learning, il quale isolerà le caratteristiche simili nelle frasi registrate da più persone con accenti diversi, tono, velocità e pronuncia.

Tali somiglianze verranno in seguito aggregate dal software in un modello: uno schema di riconoscimento dei dati (vocali) che gli permetterà di riconoscere frasi mai sentite prima. Ovviamente, il modello si basa su una moltitudine di frasi contenenti parole appartenenti anche ad altri vocabolari (per esempio “feedback”, usato anche nella nostra lingua seppur originario di quella inglese), sigle (che noi italiani pronunciamo spesso in diverse maniere), parole con lettere accentate e non solo. Il modello è il prodotto di questo motore (e progetto) che viene reso poi pubblico, corredato di tutte le registrazioni audio (https://voice.mozilla.org/it/data) fornite sotto libera licenza.

Il supporto dell’Italiano

Puoi facilmente immaginare quanto queste frasi, lette o revisionate dai partecipanti su base volontaria, abbiano richiesto in termini di tempo e lavoro alla nostra comunità. Abbiamo partecipato allo Sprint (https://voice-sprint.mozilla.community) organizzato da Mozilla nel mese di maggio, ma il materiale non era sufficiente per sbloccare la lingua sul portale. Questo perché tutte le frasi devono essere di pubblico dominio, sotto licenza Creative Commons Zero o messe a disposizione con il permesso degli autori, fino a raggiungere un minimo di 5000 per poter sbloccare la lingua. Abbiamo voluto sfidare i nostri limiti e impegnarci, fino a raggiungere le oltre 7700 frasi odierne. Ciascuna di queste è stata estratta da diverse fonti per poter aggregare svariate tipologie di testo:

  • Manualistica di traduzione (per esempio https://mozillaitalia.gitbooks.io/l10n-guide/it/);
  • Manualistica di informatica (per esempio il materiale del Team per la Trasformazione digitale, o nostri articoli precedentemente pubblicati nei nostri siti web e Social);
  • Testi religiosi (discorsi dei Papi del ‘900);
  • Libri gialli (di pubblico dominio);
  • Racconti Fantasy/Sci-Fi;
  • Tesine delle Scuole Superiori;
  • Temi scolastici;
  • Modi di dire e scioglilingua;
  • Resoconti di eventi (scritti dai nostri volontari);
  • Canti popolari;
  • Materiale sportivo;
  • Estratti di messaggi scambiati via chat;
  • Documenti di stampo manageriale (come i verbali di riunioni).

Tutto ciò è stato successivamente revisionato per limitare e correggere quanti più errori grammaticali possibili, eliminare doppioni e accorciare le frasi (poiché il portale impone un tetto massimo per la lunghezza delle registrazioni audio), quindi rimuovere ogni possibile riferimento a dati privati.

Siamo certi di aver tralasciato involontariamente degli errori, e per questo ti invitiamo a segnalarli sul nostro forum (https://forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=71027.msg492854), oppure creando una pull request sul nostro fork GitHub (https://github.com/MozillaItalia/voice-web/blob/ita-review/server/data/it/frasi.txt). Al momento non stiamo raccogliendo altre frasi ma preferiamo focalizzarci sul miglioramento del materiale già esistente, per evitare di alzare la soglia di complessità della sua gestione.

Perché partecipare

Realizzare un modello della lingua italiana che sia libero da qualunque licenza commerciale, richiesta di internet e affidato a terzi, ci permette di mantenere sicurezza, privacy ed estensibilità senza limiti, per questo motivo Mozilla ha realizzato il progetto Common Voice.

Il dataset della lingua inglese è stato già reso disponibile (modello incluso), e contiene oltre 1000 ore di registrazione fatte da 20000 volontari diversi (https://blog.mozilla.org/blog/2017/11/29/announcing-the-initial-release-of-mozillas-open-source-speech-recognition-model-and-voice-dataset). Questo modello è liberamente utilizzabile per progetti educativi o personali, e ha un quantitativo di errori inferiore al 10%, per approfondire questo aspetto ti invitiamo a leggere l’articolo ufficiale all’indirizzo https://hacks.mozilla.org/2017/11/a-journey-to-10-word-error-rate/.

Common Voice ti dà la possibilità di integrare questi dataset con altri progetti Open Source, un esempio è https://mycroft.ai (installabile sul proprio computer o utilizzabile tramite dispositivo ufficiale) per ottenere un Alexa libero sfruttando la tecnologia di Mozilla, già integrata di base. In alternativa potremmo citare https://xaero.app, per realizzare correttori grammaticali basati sul modello ottenuto da Common Voice e utile per effettuare controlli di testo ancora più accurati, o ancora dei progetti di Text-to_speech già liberamente ottenibili da GitHub: https://github.com/mozilla/tts.
Altra buona opportunità per gli sviluppatori è il poter sfruttare la raccolte di frasi di pubblico dominio che può essere utilizzata anche per altre tipologie di progetti Machine Learning, il tutto accessibile già da https://github.com/mozilla/voice-web/tree/master/server/data.

Come partecipare

Per partecipare non è necessario lasciare alcun dato personale. Registrando però un account sul sito https://voice.mozilla.org/it/languages, sarà possibile tracciare quanto è stato fatto fino a quel momento, diversamente si rimarrà anonimi. Sfruttando la nuova interfaccia del portale da poco rilasciata, si potrà accedere ai due tipi di attività (disponibili anche da mobile), inserimento o revisione.

Per partecipare non è necessario installare alcun software, basterà il browser e l’abilitazione all’uso del microfono (permesso che verrà richiesto direttamente dal sito web visitato).

Parla

Tramite la scheda “Parla” sarà possibile registrare un file audio leggendo il testo visualizzato. Sarà possibile riascoltare la registrazione e approvarla prima di confermarne il caricamento.

Ascolta

Tramite la scheda “Ascolta” sarà possibile ascoltare le registrazioni fatte da altri utenti, così da approvarle o rifiutarle, quest’ultimo caso è utile nell’eventualità il termine (o l’intera frase) non venga detta in maniera corretta, oppure se sia stata pronunciata troppo velocemente. Si tratta di un’attività ideale da portare a termine quando si è impossibilitati a parlare ma non ad ascoltare (magari durante una visita in biblioteca, con le cuffie sulle orecchie).

Scorciatoie

Alcune scorciatoie da tastiera ti permetteranno di muoverti nell’interfaccia più rapidamente. premi P per mettere in pausa (o riprendere l’ascolto) o S per saltare alla successiva registrazione.

Quando sarà disponibile il modello Italiano?

Il piano di Mozilla è di rilasciare i modelli di ogni lingua intorno al termine dell’anno (Dicembre), ma questo sarà possibile solo se saranno state effettuare tante registrazioni grazie alla partecipazioni di altrettanti volontari. La qualità del riconoscimento vocale sta a noi!

Voglio promuovere il progetto, come posso farlo?

Fantastico! Se sei utilizzatore di , vieni a conoscere la comunità su https://t.me/mozItaHUB, entra quindi nel gruppo “Voglio diventare un volontario” per chiedere maggiori informazioni. Troverai membri della comunità italiana che potranno rispondere alle tue domande e fornirti idee per promuovere il progetto.

Se invece preferisci scambiare quattro chiacchiere dal vivo, ti invitiamo al prossimo evento a cui prenderemo parte, l’Italian Hacker Camp (https://www.ihc.camp). Troverai lì il nostro gazebo, potrai partecipare ai diversi talk organizzati e conoscere alcuni dei volontari presenti. Stiamo ancora definendo i dettagli, ma proveremo a premiare in quella sede tutti coloro che porteranno a termine una (qualitativamente e quantitativamente) alta attività su Common Voice (ma non solo), per te potrebbe esserci una nostra spilla, una maglietta, un adesivo (e tanti altri gadget).

Grazie

Non resta quindi che ringraziare (in ordine sparso) tutti coloro che hanno partecipato alle varie fasi del progetto, quelle che ci hanno portato al risultato di oggi, sperando di non dimenticare nessuno: Edoardo, Giorgio, Simone, Saverio, Daniele, Irene, Giovanni, Sara, Francesco, Stefania e i tanti altri, anche omonimi, che pur non contribuendo in maniera diretta, ci hanno spronato a dare il meglio per raggiungere l’obiettivo.


Testo: Daniele Scasciafratte | Revisione: Giovanni Francesco Solone


Mozilla ha pubblicato il nuovo rapporto sullo stato di salute di Internet

Che cosa in questo momento sta ostacolando la crescita di Internet per miliardi di utenti? E cosa invece la sta aiutando?

Mozilla ha pubblicato la nuova versione del Rapporto sullo stato di salute di Internet. All’indirizzo http://mzl.la/ihr è possibile leggere in dettaglio il contenuto del rapporto e scoprire come collaborare alle sue versioni future.

Il rapporto si articola in cinque tematiche principali:

  • Decentralization (Decentramento tecnologico), ossia, chi sta controllando Internet?
  • Digital Inclusion (Inclusione digitale), ossia, chi ha accesso alla rete?
  • Openness (Apertura tecnologica), ossia, quanto sono “aperte” le tecnologie utilizzate per creare Internet?
  • Privacy & Security (Privacy e sicurezza), ossia, Internet è sicuro?
  • Web Literacy (Alfabetizzazione digitale nelle tecnologie del Web), ossia, chi ha l’opportunità di plasmare la propria esperienza online?

All’interno di ogni area tematica si trovano informazioni per comprenderne meglio il significato e la portata, ma soprattutto le storie e le esperienze globali che hanno inspirato le azioni di milioni di volontari in tutto il mondo per salvaguardare l’apertura, l’inclusione e la pari opportunità di creare la propria esperienza nel Web liberamente.

Oggigiorno ognuno di noi è chiamato a riflettere su come Internet sia sempre più centrale nella nostra quotidianità. Il rapporto, pertanto, non vuole essere un documento statico ma una pari opportunità di condivisione e di coinvolgimento nell’interesse comune di miliardi di persone nel mondo per perseguire liberamente la propria esperienza in Internet.

Per scoprire di più e contribuire al rapporto con la tua esperienza visita il sito internet http://mzl.la/ihr o entra in contatto con la comunità italiana.


Revisione testo di Sara Todaro.


Installazione e utilizzo di Enigmail

Scopo di questo articolo è illustrare l’utilizzo di Enigmail, il componente aggiuntivo disponibile per Thunderbird, il quale permette di firmare e criptare/decriptare digitalmente il contenuto di ogni email, e volendo anche degli allegati.

Sorvoliamo quindi le motivazioni per scegliere di utilizzare o meno Enigmail, così come i complessi aspetti matematici che stanno dietro a questa tecnologia: si accennerà solamente al fatto che verrà utilizzato un sistema di crittografia a chiave asimmetrica, basato quindi sull’utilizzo di una chiave pubblica e una privata (anche se una parte del processo prevede una cifratura simmetrica).

Prima di cominciare, è doveroso specificare che:

  • nell’articolo si utilizzerà indifferentemente le parole criptare, cifrare o crittare, mentre per crittografia si intende l’intero processo che comprende anche la procedura opposta.
  • Al momento sul sito web del supporto internazionale di Mozilla esiste una guida piuttosto incompleta. Si è in attesa di conoscere le nuove linee guida per contribuire ad ampliarla e localizzarla nella maniera più corretta possibile.

L’installazione

La procedura è la medesima di qualsiasi altro componente aggiuntivo. Mentre l’installazione di Enigmail procede, questa provvederà a richiamare ulteriori file necessari per il sistema, come GPG (una variante libera dello standard OpenPGP), programma che viene materialmente eseguito durante tutto il processo, di cui Enigmail è solo un’interfaccia grafica. Su Linux verrà installato GnuPG, su macOS GpgTools e su Windows Gpg4Win.

L’articolo prenderà in considerazione le versioni disponibili a inizio 2017, ovvero la 2.1 per il programma e la 1.9.6.1 per il componente aggiuntivo.

Vi preghiamo di controllare sempre le proprie versioni qualora si riscontrassero delle difformità con i contenuti di questo articolo.

A installazione complessivamente completata, partirà la procedura guidata che consente di creare una coppia di chiavi. Il tempo richiesto per crearle è solitamente poco (qualche minuto circa), lasso durante il quale comparirà un messaggio che consiglia all’utente di continuare a utilizzare normalmente il proprio PC. Ai più curiosi possiamo dire che le chiavi vengono create con algoritmo RSA a 4096 bit della durata di un anno, ma quest’ultima è modificabile successivamente nel menu Gestione delle chiaviModifica.

Nel menu di Thunderbird comparirà una nuova voce, Enigmail. Da ora in poi quando si parlerà di menu ci si riferirà sempre a essa. Inoltre, nella finestra di composizione dei messaggi comparirà la barra degli strumenti del nuovo componente aggiuntivo.

La procedura può essere portata a termine in modalità standard, estesa o manuale. A meno di avere già un backup di chiavi precedentemente create, si potrà scegliere di seguire la procedura standard. Successivamente si potranno comunque abilitare le opzioni avanzate che appartengono alle altre procedure.

Creato il mazzo di chiavi, viene poi chiesto di pubblicare la chiave pubblica su un apposito server web, il keyserver: ne vengono indicati alcuni ma non occorre preoccuparsi di quale scegliere poiché essi nel tempo si scambieranno le chiavi tra di loro.

Preme sottolineare che, sebbene pubblicare la propria chiave non sia strettamente necessario (dato che è possibile anche allegarla), è tuttavia consigliato per tre buoni motivi:

  • facilitarne il reperimento da parte altrui,
  • possibilità del riconoscimento della propria identità tramite la firma altrui,
  • possibilità di revoca.

Verrà infine richiesta una ”passphrase” che servirà a proteggere il mazzo di chiavi.

La passphrase, rispetto alla password, può (dovrebbe, ndr) anche contenere degli spazi ed essere molto più lunga, si parla generalmente di non meno di 20 caratteri. La passphrase, inoltre, è da memorizzare e custodire molto più che bene, perché il sistema la richiederà ogni volta che sarà necessario leggere un contenuto cifrato (secondo il comportamento standard, viene richiesta dopo 5 minuti dallo sblocco precedente, impostazione anch’essa modificabile nel menu “Preferenze“).

Seppur sia possibile cancellarla dall’apposita voce del menu, è fortemente sconsigliato poiché Enigmail non fornisce strumenti per eseguirne il backup.

A partire da questo momento i messaggi salvati nelle bozze vengono criptati. Per modificarne l’impostazione occorrerà spostarsi nelle impostazioni dell’account (clic destro sul nome dell’account) e selezionare la nuova voce OpenPGP.

Il menu di Enigmail

La parte forse più importante del nuovo menu è sicuramente quella relativa alla “Gestione delle chiavi”. Dal menu Gestione delle chiaviFile è possibile esportare o importare le proprie chiavi. Otterrete dei file di testo con estensione asc, seguito da un numero tra due parentesi, il cosiddetto “ID”.

Se si è soliti firmare la propria corrispondenza –il classico testo a seguito del doppio trattino al termine del corpo mail– è buona norma aggiungervi questo ID, così da informare l’interlocutore che si possiede un sistema di crittografia. Questo numero è presente anche nella parte finale della “fingerprint” (o impronta digitale) che è possibile visualizzare andando nel menu Gestione delle chiaviVisualizzaProprietà della chiave.

Mentre l’ID non può essere univoco, lo è invece la fingerprint: nulla vieta di mettere nella propria firma la fingerprint al posto dell’ID.

Sempre all’interno di questo menu sarà possibile richiamare la creazione di un certificato di revoca nel caso si venga a scoprire che ci è stata sottratta la chiave privata (per esempio, nel caso di furto del PC): per farlo basterà selezionare la voce Gestione delle chiaviGeneraCertificato di revoca.

Le tre funzioni di Enigmail/PGP (utilizzabili anche singolarmente)

  • Criptare il proprio messaggio utilizzando la chiave pubblica del destinatario. Così facendo, il destinatario sarà l’unico a poter leggere il messaggio di posta elettronica, poiché è lui il proprietario della relativa chiave privata in grado di decriptarlo.
  • Firmare un messaggio utilizzando la propria chiave privata. Questo assicura che il messaggio inviato, anche in chiaro, non venga alterato durante il suo tragitto fino al destinatario.
  • Firmare una chiave pubblica utilizzando la propria chiave privata. Questa procedura serve a confermare l’identità della persona che ha generato la chiave pubblica.

Il protocollo da utilizzare: in linea o MIME?

La criptazione può essere eseguita con l’aiuto di due protocolli: PGP in linea o PGP/MIME

In maniera predefinita è selezionato PGP/MIME, un protocollo che cripta contemporaneamente oggetto, contenuto e allegati della mail inviata, non compatibile con tutti i client di posta. Nell’eventualità dovesse esistere un allegato all’interno dell’email, questo non sarà visibile fino a quando non verrà inserita la passphrase.

Il protocollo “in linea” è invece compatibile con tutti i client, ma non cripta l’oggetto della mail. Inoltre, il corpo della mail potrà essere formattato esclusivamente in puro testo. Se il messaggio contenesse codice HTML, comparirebbe una finestra riportante l’avviso di necessaria riformattazione del testo (vedere dicitura nelle impostazioni avanzate).

Con questo protocollo è possibile lasciare gli allegati in chiaro oppure criptarli, in questo caso ai file allegati verrà aggiunta l’estensione gpg.

Nota: nel caso di protocollo MIME è possibile impostare una preferenza per far comparire un proprio testo come oggetto della mail: extensions.enigmail.protectedSubjectText. Chiaramente l’oggetto verrà sostituito da quello vero quando il messaggio verrà decifrato dal destinatario.

Prima funzione: la cifratura

La cifratura utilizza la chiave pubblica del destinatario a cui è indirizzata la propria email.

Per questo motivo, prima di scrivere una mail cifrata si dovrà importare nel proprio mazzo la chiave pubblica del proprio interlocutore, o più chiavi pubbliche se la mail è indirizzata a più persone contemporaneamente.

Per farlo, aprire il menu Gestione delle chiaviServerRicerca chiavi. Sebbene sia possibile importare una chiave con altri metodi (per esempio recuperandola da un allegato che ci è arrivato), questo rimane il metodo migliore.

La ricerca può avvenire indicando l’ID, l’indirizzo mail o il cognome del destinatario.

Una volta trovata e importata, si avrà la possibilità di cifrare la mail con la semplice pressione dell’apposito tasto che compare nella barra degli strumenti di Enigmail.

Il destinatario, una volta ricevuta la mail cifrata, dovrà solo inserire la passphrase e il suo sistema provvederà a recuperare la chiave privata per decifrare il messaggio.

Nota: è possibile che alcuni server inseriscano nell’oggetto del messaggio la scritta ***UNCHECKED*** poiché il loro antivirus non ha potuto scansionare il messaggio.

Seconda funzione: la firma digitale

Anche per firmare digitalmente una mail è sufficiente fare clic sull’apposito tasto presente nella barra strumenti di Enigmail. L’operazione effettua una combinazione tra la propria chiave privata –o meglio, la sottochiave privata– e l’hash del corpo del messaggio.

Chi riceve una mail firmata digitalmente vedrà comparire –nel riquadro d’anteprima– una busta: facendo clic su di essa, si ottengono le informazioni sulla sicurezza e sulla fiducia.

Da notare che il componente aggiuntivo Enigmail, come comportamento predefinito, scarica automaticamente le chiavi del mittente se la mail è firmata. Questa impostazione è modificabile: attivare dapprima nella scheda Base il pulsante Visualizza impostazioni e menu avanzate e poi selezionare la voce di menu PreferenzeServer delle chiavi.

Terza funzione: la firma digitale di una chiave pubblica

Questo metodo serve a fornire un riscontro sull’identità del proprietario di una chiave pubblica.

Ovviamente quante più firme possiede una chiave pubblica, maggiore è la certezza che questa appartenga effettivamente al suo proprietario. Per firmare una chiave pubblica occorre aprire il menu Gestione delle chiavi, selezionare un nome, farci clic sopra con il tasto destro e scegliere dal menu contestuale l’opzione Firma chiave.

Apparirà una finestra che chiederà se è già stata verificata l’identità del proprietario, proponendo quattro opzioni:

  • Non rispondo
  • Non ho controllato affatto
  • Ho controllato superficialmente
  • Ho controllato con grande accuratezza

Dato che è possibile attribuire vari livelli di fiducia alle chiavi, crediamo sia il caso di introdurre il concetto di “rete della fiducia” (in inglese “Web of Trust”).

Web of Trust

Poiché è auspicabile il riconoscimento della propria chiave pubblica da parte di quante più persone possibili, non è consigliabile rimandare la creazione del proprio mazzo di chiavi nel momento esatto in cui se ne sentirà il bisogno.

È ovvio che appena creato il proprio mazzo nessuno ne sarà a conoscenza, e quindi nessuno potrà confermare che la propria chiave pubblica appartenga effettivamente a noi: questo dovrebbe far comprendere che è buona norma crearle e far sapere che sono state create con mesi di anticipo rispetto al loro utilizzo.

Per rendere certa la propria identità collegata alla propria chiave pubblica ci sono due metodi: farsi autenticare da un’autorità, oppure da certificatori durante un keyparty; in quest’ultimo caso il numero di persone che riconoscono la chiave pubblica di un utente costituiscono la cosiddetta catena o rete della fiducia.

Il Key_signing_party o keyparty consiste in un incontro pubblico di persone intente a scambiarsi le chiavi pubbliche, mentre le autorità possono essere sia aziende pubbliche che private.

Per attribuire la fiducia di una chiave importata occorrerà aprire il menu Gestione delle chiavi, selezionare un nome, fare clic destro e scegliere dal menu contestuale l’opzione Imposta fiducia nel proprietario.

Compariranno così cinque opzioni:

  • non lo so
  • NON mi fido
  • mi fido marginalmente
  • mi fido completamente
  • mi fido definitivamente

Se la fiducia è impostata dal primo al quarto livello, sulla busta di una email firmata compare un punto interrogativo, con il quinto livello sulla busta compare la “chiusura con la ceralacca“.

Nel caso ci si dimenticasse la passphrase, il sistema non riuscirà a decifrare le mail ricevute. Per questo motivo, se le email arrivano codificate in MIME risulteranno vuote, mentre se codificate “in linea” lasceranno intravedere una serie di caratteri come quelli nell’immagine seguente.

Nel caso inoltrassimo una email criptata senza criptarla ulteriormente, otterremmo un contenuto misto: in questo caso Enigmail inserisce all’interno del corpo delle righe con i riferimenti alle parti di mail criptate in precedenza, come da immagine di seguito:

….testo del messaggio…

Qualche osservazione conclusiva

Alcuni utenti Debian con DE Mate hanno riscontrato e lamentato problemi con la versione del componente aggiuntivo presente su AMO: consigliamo quindi di utilizzare la versione dei repository.

Al momento attuale ci sono un paio di cose che ci lasciano perplessi: la possibilità di salvare sui server pubblici tutte le chiavi in nostro possesso e la possibilità di cancellare la frase segreta.

Per quanto riguarda la prima possiamo dire che sì, si tratta di chiavi pubbliche, ma se il proprietario ce le aveva fornite come allegato, queste saranno trattabili come se fossero le nostre.

In merito al secondo punto, si tratta di una possibilità che crea solo confusione, poiché il passaggio non richiede conferma prima di essere portato a termine, diventando quindi molto pericoloso. Va detto che la passphrase non viene cancellata del tutto, ma Enigmail non fornisce uno strumento per poterla eventualmente recuperare.

Grazie

Grazie per aver letto questo approfondimento fino a qui. L’intero articolo è farina del sacco di un gruppo di persone che frequentano il forum di Mozilla Italia e che quotidianamente offrono il loro supporto a chi più è in difficoltà. Grazie a WinFox, promotore e autore principale dell’articolo, ma anche a chi ha collaborato con lui per la stesura della procedura: Deckard, Max1210, Miki64, Selky, Belleromoz.

Revisione del testo: Giovanni Francesco ‘Gioxx‘ Solone.


immagine di copertina: Daria Nepriakhina on Unsplash

Mozilla Italia è a Merge-IT (Torino, 24 marzo 2018)

Le comunità che si occupano di cultura e libertà digitali si riuniranno a Torino il 24 Marzo 2018 in un evento unico nel suo genere: il Merge-IT (merge-it.net).

Lo scopo principale dell’evento è quello di avvicinare il grande pubblico a queste realtà per discutere, dibattere, confrontarsi, misurarsi e conoscersi. Hanno aderito a questa manifestazione undici comunità che realizzeranno in totale otto percorsi contemporanei, e vista la grande importanza dell’evento, Mozilla Italia ha deciso di presentare un programma ricco di attività pratiche e presentazioni che spazieranno da argomenti tecnici a quelli sul sociale applicati alle tecnologie, per poi concludere –in tarda serata– con un momento di condivisione e discussione libera tra tutti i partecipanti.

Nel dettaglio il programma propone:

Mattina (dalle 10:00 alle 13:30)

  • 10:00 – 10:15 Intro a Mozilla Italia, movimento Mozilla e comunità (Verranno presentati i relatori di giornata)
  • 10:15 – 10:45 Crea un’esperienza VR coerente nel Web con A-Frame (Eugenio Petullà)
  • 10:45 – 11:15 The mystery of WebAssembly revealed (Gabriele Falasca)
  • 11:15 – 11:45 Internet Health report (Edoardo Viola)
  • 11:45 – 12:00 Pausa
  • 12:00 -12:30 Da Rust a Firefox Quantum passando da Servo (Stefania Delprete)
  • 12:30 -13:00 Rust e av1: rav1e (Luca Barbato)
  • 13:00 -13:30 Rust e CoreOS: cosa, come e perché (Luca Bruno)

Pausa pranzo (dalle 13:30 alle 14:30)

Pomeriggio (dalle 14:30 alle 18:00)

Seguirà “Condivisioni con i presenti, come rimanere in contatto con la comunità“.

Durante tutta la manifestazione i volontari della comunità di Mozilla Italia saranno disponibili a domande e informazioni circa la Fondazione, la nostra comunità e le attività che vengono portate avanti in Italia. Sono inoltre previste delle attività ludiche che permetteranno ai più fortunati di vincere dei gadget esclusivi e unici di Mozilla.

Per qualunque informazione su questo evento, o per realizzare un evento nella tua città, invia una email all’indirizzo eventi@mozillaitalia.org, oppure vieni a trovarci a Torino il 24 Marzo al Politecnico.

Ti aspettiamo!


Veloce. Per il bene comune. Il lancio mondiale del nuovo Firefox

Tredici anni fa Mozilla ha inaugurato il lancio di Firefox 1.0 acquistando in crowdfunding lo spazio per un annuncio sul New York Times. L’annuncio elencava ogni singola persona che aveva dato un contributo, si trattava di centinaia di nomi. Questo aprì gli occhi a molta gente. Per quale ragione? Perché era la dimostrazione di cosa si riesce a fare quando si è disposti a investire impegno e denaro nella causa in cui crediamo. La causa in questione era il lancio di Firefox, un browser web messo sul mercato da Mozilla, l’organizzazione senza fini di lucro con una missione: rendere Internet aperto e accessibile a tutti. Firefox non rappresentava semplicemente un nuovo browser più performante della concorrenza: si ergeva infatti come l’alternativa indipendente a Internet Explorer, sotto il controllo corporativo di Microsoft, un modo per gli utenti di riacquisire il controllo della propria esperienza online.

L’annuncio di Firefox sul New York Times, 14 novembre 2017

Ma torniamo al presente, con il lancio del nuovo browser Firefox (controllate sul New York Times del 14 novembre). Senza ombra di dubbio stiamo inserendo sul mercato un browser innovativo, più veloce e performante, ma la nostra motivazione principale rimane quella di un tempo. Oggi più che mai si avverte la necessità di opzioni tecnologiche che non funzionino solo per l’utente singolo, ma che migliorino il panorama tecnologico globale. Questo è esattamente il ruolo del nuovo Firefox. Due volte più veloce, ma sempre fedele al principio della persona prima del profitto. Mozilla si batte per un Internet in salute, che sia aperto e accessibile a tutti. Siamo una comunità di individui determinati a sostenere i valori in cui crediamo.

Il nuovo Firefox può essere considerato il miglior browser che Mozilla abbia mai lanciato sul mercato dalla versione 1.0. Il mondo del marketing è molto cambiato da allora, dunque questa occasione richiedeva la migliore campagna pubblicitaria mai organizzata da Mozilla.

Dietro le quinte della campagna per il lancio del Nuovo Firefox

Dalle nostre ricerche emerge che Firefox e la sua organizzazione madre Mozilla sono entrambi marchi ben noti. Eppure non abbastanza persone vedono la differenza sostanziale tra Firefox e il suo maggiore concorrente, Chrome. Ancora più rare sono le persone che comprendono la posizione di Mozilla come organizzazione senza fini di lucro promotrice di tecnologie, politiche e programmi a favore di un Internet sano, che vanno oltre lo sviluppo di Firefox.

Tuttavia, chi comprende appieno la portata della missione Mozilla, vede Firefox come un simbolo oltre al browser e si dichiara un utente più soddisfatto e fedele. Per questa ragione abbiamo profuso il nostro impegno nel diffondere una maggiore consapevolezza della natura di Mozilla, da un lato per differenziarla dal suo prodotto Firefox, e dall’altro per rimarcare allo stesso tempo le caratteristiche che rendono Firefox unico.

Il pubblico prima di tutto

Una parte importante dell’impresa è stata definire il target, ovvero le persone alle quali i nostri prodotti arrecano i maggiori benefici e che, a loro volta, possono aiutarci a diffondere il nostro messaggio più velocemente e collaborare a mantenere l’esperienza utente su Internet sana, aperta e accessibile. Abbiamo dunque identificato una categoria di consumatori, il 23% dell’intera utenza di Internet, che effettuano ciò che noi definiamo scelte consapevoli. Questa categoria dedica tempo a informarsi su prodotti e aziende per conoscerli meglio, per poi effettuare una selezione ponderata di chi o cosa sosterranno con le loro scelte. I consumatori di questa categoria condividono una visione del mondo avversa al monopolio e all’accentramento dei poteri, sostengono invece la condivisione democratica di informazioni, conoscenze e risorse. Si sforzano conciliare questi valori con le loro scelte quotidiane e, pur essendo disposti a fare uno sforzo per sostenere una buona causa, nelle proprie scelte soppesano continuamente l’opzione “facile” contro l’opzione “giusta”.

Determinare qual è l’elemento che fa scattare la scelta consapevole ha costituito la base di molte decisioni fondamentali per la campagna pubblicitaria e nel lancio del nuovo Firefox.

La promessa giusta

Per prima cosa, appellarsi alla scelta consapevole ha condotto allo slogan del nuovo Firefox: Veloce per il bene comune. La promessa dello slogan sottolinea che nel nuovo Firefox non ci sono compromessi tra performance (la scelta “facile”) e principi (la scelta “giusta”). L’utente ottiene un browser due volte più veloce e che consuma il 30% di memoria in meno rispetto a Chrome. Un browser ben noto per le avanzate opzioni pro-privacy. Un browser che, in aggiunta, permette a chi lo sceglie di sostenere un’organizzazione senza fini di lucro che si prefigge un nobile scopo.

Questa presa di posizione pervade tutti gli elementi della nostra strategia di marketing, dal sito web del prodotto fino alle campagne pubblicitarie.

Provare per credere: questa è la nostra idea riguardo il nuovo Firefox. Ecco perché due delle esecuzioni creative, riportate in anteprima su questo articolo, sono dedicate alle sensazioni (e perfino ai suoni) che sperimenta chi prova il nuovo, fulmineo browser di Mozilla. Abbiamo voluto dare vita a questi concetti in spot televisivi e video promozionali.

Navigare alla velocità del bene comune

“Faccia da attesa”. Navigando su Internet, tutti noi abbiamo sperimentato la frustrante sensazione dell’attesa mentre una pagina web o un video in streaming si caricavano con lentezza esasperante. Fastidio, tedio ed esasperazione sono espressioni facciali ormai universalmente associate con l’attesa che la connessione Internet faccia il suo dovere, e nei nostri spot abbiamo scelto proprio queste espressioni per fare da contrasto all’esperienza utente del nuovo Firefox. È stato divertente cercare di riprodurre l’essenza della “faccia da attesa” insieme agli attori e ai registi e, ancora adesso, ogni volta che guardiamo gli spot ci viene da sorridere.

L’antidoto alla “faccia da attesa” è il nuovo Firefox. Non appena gli attori aprono il browser, l’attesa si trasforma in un gioioso entusiasmo, scaturito dalla sensazione di velocità senza precedenti che sperimentano. Internet appartiene agli utenti ed è pronto a scattare al loro comando. Crediamo che si possa percepire l’energia che ciascun team ha riversato nella realizzazione di questo spot.

Per chi vuole verificare con i propri occhi:

Qual è il suono della velocità?

Il video “Faccia da attesa” mostra l’esperienza utente del nuovo Firefox dai punti di vista visivo ed emotivo. Ma proseguendo con l’esplorazione creativa ci siamo chiesti in quale altro modo avremmo potuto convogliare le sensazioni che il nostro nuovo prodotto scatena. Mentre osservavamo gli attori interagire con la musica e provare la loro “faccia da Firefox” ci siamo chiesti: è possibile mostrare il suono della lentezza e della velocità?

Per sciogliere il quesito ci siamo rivolti all’impresario musicale Reggie Watts (anche leader di una band al Late Late Show, artista intellettuale dell’improvvisazione e musicista beatbox con un ampio seguito in continua espansione). Abbiamo chiesto a Reggie un’improvvisazione che trasmettesse la sensazione della lentezza e poi un’altra che, in contrasto, esprimesse la gioiosa velocità di Firefox. La nostra collaborazione ha prodotto una performance memorabile, in cui la velocità scatena un’attrazione magnetica a cui neanche Reggie ha saputo resistere.

Reggie Watts durante lo spot televisivo per il nuovo Firefox

In aggiunta a uno spot per la TV e al video per il piazzamento digitale, Reggie ha improvvisato una valanga di mini-video che sveleremo combinando strategie diverse, dai social media ai video bumper.

Nella vita reale

Le ricerche sulla scelta consapevole hanno portato a un altro fondamentale componente della strategia di marketing. Sebbene nella propria vita reale la categoria di chi fa scelte consapevoli crede fermamente nella filosofia del “votare con il portafoglio”, ovvero sostenere economicamente i prodotti e servizi allineati con i propri valori, quando si tratta di dimostrare i valori ed esercitare la volontà nel mondo digitale spesso si sentono persi, o perfino impotenti. Dunque abbiamo ideato una serie di esperienze per rendere l’intangibile un po’ più tangibile. Il Firefox Fast Ferry trasporta, fisicamente, i newyorkesi da Brooklyn a Manhattan e viceversa in maniera rapida ed efficiente, fornendo un’alternativa alla vecchia metropolitana, oggi più lenta che mai (al momento ulteriormente rallentata dai lavori in corso). Firefox Fast Pass ha reso più rapida e spedita la registrazione dei fan a eventi come TwitchCon, ComplexCon e Playlist Live, lasciando loro più tempo per divertirsi.

Oltre a questi nuovi modi di sperimentare ciò che rende Firefox unico, abbiamo investito in programmi che aiutino il pubblico a comprendere il disegno complessivo di Mozilla, in modo da distinguerlo ulteriormente dal browser Firefox. Il podcast IRL punta i riflettori sui modi in cui le abitudini online e offline si influenzano a vicenda. Il negozio pop-up Glass Room sviluppa il concetto, spesso considerato noioso e ostico, della privacy dei dati, dandogli vita attraverso mostre interattive, consultazioni con esperti e strumenti di semplice utilizzo che insegnano, in modo facile e tangibile, a fare scelte intelligenti su come, dove e quando condividere la propria identità online.

Firefox, veloce per il bene comune

Ecco la ragion d’essere di Firefox. Il CEO di Mozilla, Chris Beard, riassume efficacemente il concetto in una email indirizzata alla comunità degli utenti Firefox:

Ogni volta che usate Firefox, state allo stesso tempo dando il vostro contributo a un movimento che mantiene Internet una risorsa pubblica globale, aperta e accessibile a tutti. In qualità di organizzazione senza fini di lucro indipendente, fino dal 2003 ci siamo dedicati allo sviluppo di prodotti che garantiscano all’utente il controllo sulla propria vita online, al progresso delle tecnologie aperte e alla promozione di politiche per un Internet più sano. L’utente è il centro di ogni nostra iniziativa.

A nome della comunità mondiale di Mozilla, siamo fieri di presentare il nuovo Firefox. Veloce per il bene comune.

Invitiamo chi non lo ha ancora fatto a provare il nuovo browser Firefox e condividere impressioni e commenti su Twitter, Facebook e Instagram.

Speriamo che vi piaccia tanto quanto è piaciuto a noi.


L’articolo originale è di Jascha Kaykas-Wolff, 14 novembre 2017. Traduzione a cura di Sara Todaro, revisione di Giovanni Francesco Solone.


Firefox nell’era Quantum: utilizzo della memoria

Questa è la traduzione dell’articolo Firefox Memory Usage in the Quantum Era pubblicato sul blog di Eric Rahm. Per ulteriori informazioni sulle tecniche e gli strumenti adottati fare riferimento all’articolo precedente sul blog di Eric Rahm. Traduzione a cura di Sav22999.

La prossima versione di Firefox, la numero 57, punta soprattutto sulle prestazioni. Quantum ha influenzato molti aspetti di Firefox, ma non abbiamo ancora affrontato l’argomento dell’uso di memoria, che spesso viene messo in secondo piano per concentrarsi sulla ricerca di prestazioni elevate. Da quando il progetto AWSY è stato incorporato nell’infrastruttura del codice Mozilla, è più facile monitorare l’utilizzo della memoria e le regressioni anche su rami di sviluppo separati. Il team di sviluppo del nuovo motore per i CSS, Stylo, ha fatto ampio uso di questa funzione e i risultati sono evidenti. Al settimo giorno abbiamo attivato AWSY come impostazione predefinita per il progetto Stylo. A partire dal momento dell’attivazione, è possibile notare nel grafico una regressione significativa ma, al sedicesimo giorno, era quasi completamente scomparsa:

Utilizzo della memoria in Stylo

Con questo speriamo di averti convinto sull’impegno profuso per il miglioramento delle prestazioni, adesso però vediamo come Firefox se la cava a livello di consumo di memoria rispetto agli altri browser.

La metodologia utilizzata per il secondo ciclo di test è stata la stessa utilizzata in precedenza: utilizzando il codice del progetto ATSY abbiamo aperto una trentina di pagine nei vari browser e misurato l’utilizzo di memoria dei processi avviati per gestire tali operazioni.

I risultati

Utilizzo della memoria dei web browser in tutti i sistemi operativi

Edge è il browser che consuma più memoria su Windows, Chrome lo segue a ruota con un utilizzo che è 1,4 volte superiore a quello di Firefox sui sistemi Windows a 64-bit e quasi il doppio sui sistemi Linux. Per ciò che riguarda i sistemi macOS, stando almeno ai dati delle ultime misurazioni effettuate, Safari è al momento il browser che utilizza più memoria e Chrome e Firefox sono più o meno sullo stesso livello.

Complessivamente sono abbastanza soddisfatto per i risultati raggiunti, ora che la grande spinta per migliorare le prestazioni è venuta meno, vorrei vedere maggior lavoro sulla diminuzione del consumo di memoria in modo da poter iniziare ad aumentare il numero di processi per la gestione dei contenuti. Inoltre vorrei approfondire il comportamento su macOS, considerato che rappresenta la nostra regressione principale.

I browser web inclusi nel test sono Edge 38 su Windows 10, Chrome Beta 62 su tutte le piattaforme, Firefox Beta 57 su tutte le piattaforme e Safari Technology Preview 40 su macOS 10.12.6.

I test su Safari sono stati effettuati una seconda volta manualmente perché, probabilmente a causa delle modifiche negli ultimi aggiornamenti del browser, utilizzando ATSY le pagine venivano caricate tutte in un unico processo.